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I fondi interprofessionali

I fondi interprofessionali

I fondi interprofessionali

Ogni mese l’impresa versa all’INPS un contributo che può tornare indietro come formazione finanziata. Cosa sono i fondi interprofessionali e i tre passi per usarli.  

I fondi interprofessionali permettono alle imprese di finanziare la formazione dei dipendenti con risorse che versano già. Molte aziende non lo sanno, e quel contributo resta inutilizzato.

In questo articolo vediamo cosa sono, chi può aderire, come funzionano i finanziamenti e i tre passi per attivarli.

Cosa sono i fondi interprofessionali

I fondi interprofessionali sono organismi costituiti dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori e autorizzati dal Ministero del Lavoro. Il loro compito è finanziare la formazione dei dipendenti delle imprese che aderiscono.

Ogni mese l’impresa versa all’INPS lo 0,30% della retribuzione di ogni dipendente, il contributo per la disoccupazione involontaria. È obbligatorio: si paga comunque.

Se l’azienda aderisce a un fondo interprofessionale, quel contributo viene destinato al fondo e può tornare all’impresa sotto forma di formazione finanziata. Se non aderisce, resta all’INPS.

Chi può aderire

Praticamente ogni impresa privata con almeno un dipendente. L’adesione è gratuita e non comporta costi aggiuntivi: cambia solo la destinazione di un contributo già dovuto.

Esistono fondi diversi, spesso legati a settori o tipologie di impresa: commercio e servizi, industria, artigianato, cooperative, dirigenti. Ogni impresa può aderire a un solo fondo alla volta per i propri dipendenti.

Non aderire significa rinunciare a risorse già versate.

Come si ottengono i finanziamenti

I fondi mettono a disposizione le risorse in modi diversi, che variano da fondo a fondo. In generale ci sono due strade:

Il conto formazione aziendale

Una parte dei contributi versati dall’impresa viene accantonata su un conto a lei dedicato. L’impresa può usarla per finanziare i propri piani formativi, con tempi e regole stabiliti dal fondo. È la strada più adatta alle imprese con molti dipendenti.

Gli avvisi

Il fondo pubblica periodicamente degli avvisi, cioè bandi con risorse, temi e scadenze definite. Le imprese presentano un piano formativo e, se approvato, ricevono il finanziamento. È la strada più usata dalle piccole imprese, che versano contributi più bassi.

Come usare i fondi interprofessionali in 3 passi

1. Aderisci al fondo

L’adesione si fa indicando il codice del fondo nella denuncia contributiva mensile. È gratuita e revocabile e spesso se ne occupa il consulente del lavoro. Conviene verificare se l’impresa aderisce già a un fondo: a volte l’adesione è stata fatta anni prima e nessuno se ne ricorda.

2. Presenta un piano formativo

Il piano indica chi formare, su cosa e con quale obiettivo: è la domanda di finanziamento. Si parte da un’analisi dei fabbisogni formativi, poi si scrive il piano con partecipanti, contenuti, ore e calendario.

3. Scegli il fondo giusto

I fondi sono diversi tra loro: valuta quanto finanziano, con che tempi, quali corsi ammettono e quanta burocrazia richiedono. Un buon punto di partenza è il fondo più diffuso nel tuo settore, chiedendo un confronto al consulente del lavoro o all’associazione di categoria.

Cosa si può finanziare

I fondi finanziano in genere la formazione dei dipendenti su temi molto diversi: competenze tecniche, digitali, linguistiche, manageriali e trasversali. Le regole sulla formazione obbligatoria cambiano da fondo a fondo, quindi conviene verificarle prima di presentare il piano.

Gli errori più comuni

Aderire al fondo e non usarlo mai, lasciando inutilizzati i contributi.

Presentare un piano generico, senza obiettivi chiari: è uno dei motivi più frequenti di esclusione.

Muoversi all’ultimo momento sulle scadenze degli avvisi, senza il tempo per preparare bene la domanda.

Dopo il piano: trovare il formatore

Quando il piano è pronto, serve il formatore che terrà i corsi. Su MatchForm pubblichi la richiesta e parli direttamente con i formatori in linea per area, modalità e provincia: registrati come impresa.

Il contenuto ha uno scopo divulgativo. Regole, tempi e modalità di finanziamento cambiano da fondo a fondo e vanno verificati con il proprio consulente del lavoro.

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