La domanda di formazione non è uguale tutto l’anno. Come funziona il ciclo delle imprese e cosa può fare un formatore in ogni fase per non arrivare in ritardo.
Chi lavora come formatore lo sa: ci sono mesi con l’agenda piena e mesi di silenzio. La stagionalità della formazione non dipende dal formatore, ma dal modo in cui le imprese pianificano, approvano e organizzano i corsi durante l’anno.
Conoscere questo ciclo serve a muoversi in anticipo: farsi trovare quando le imprese stanno decidendo, non quando hanno già scelto.
Perché la formazione segue un ciclo
Nella maggior parte delle imprese la formazione passa da tre momenti: si pianifica, si approva un budget, si organizza. Ognuno ha i suoi tempi, legati all’anno fiscale, alle ferie, ai picchi di lavoro del settore e alle scadenze dei fondi interprofessionali.
L’andamento cambia molto tra settori e dimensioni aziendali. Quello che segue è uno schema frequente, da adattare ai clienti con cui lavori.
La stagionalità della formazione, mese per mese
Settembre e ottobre: la ripartenza
Dopo la pausa estiva le imprese riprendono a pianificare l’autunno. È un periodo in cui si decidono molti corsi da tenere entro fine anno e si fanno i primi ragionamenti sull’anno successivo.
Novembre e dicembre: budget e chiusura
Si chiudono i corsi in calendario e si prepara il budget dell’anno nuovo. In alcune imprese è anche il momento in cui si usano le risorse rimaste, con corsi brevi da organizzare in fretta.
Gennaio e febbraio: i nuovi piani
Con il budget approvato si definiscono i piani formativi e si cercano i formatori. Chi usa i fondi interprofessionali prepara spesso in questo periodo le domande per gli avvisi.
Da marzo a giugno: le aule
È in genere il periodo più pieno per i corsi in aula. Le decisioni prese a inizio anno diventano calendari e le richieste nuove sono meno frequenti.
Luglio e agosto: il rallentamento
Molte imprese rallentano o si fermano. Le aule si svuotano, ma è proprio qui che si preparano le decisioni di settembre.
Cosa fare in ogni fase
- Quando le imprese pianificano (settembre, gennaio): essere visibili. Profilo aggiornato, CV completo, candidature agli annunci che escono.
- Quando le aule sono piene (primavera): raccogliere recensioni a fine corso e annotare i risultati. Sono il materiale per farsi scegliere nella fase successiva.
- Quando l’attività rallenta (estate, fine dicembre): aggiornare i programmi, preparare nuovi moduli, ricontattare i clienti dell’anno. Qui raccontiamo come gestire i periodi senza incarichi.
Come costruire il tuo calendario
Ogni formatore ha una stagionalità propria, che dipende dai clienti e dai temi che insegna. Per conoscerla bastano i dati degli ultimi anni.
1. Guarda i tuoi incarichi passati
Segna per ogni mese quanti giorni di aula hai fatto e quando hai ricevuto la richiesta. Spesso scopri che le richieste arrivano due o tre mesi prima dei corsi.
2. Annota quando decidono i tuoi clienti
Per i clienti abituali, chiedi quando preparano il piano formativo e quando approvano il budget. È il momento giusto per proporre nuovi corsi.
3. Fissa i momenti di contatto
Due o tre volte all’anno, poco prima dei periodi di pianificazione, ricontatta i clienti con una proposta concreta. Funziona meglio di un messaggio generico quando l’agenda è vuota.
I temi seguono il calendario
Alcuni temi hanno momenti preferiti. A inizio anno si lavora spesso su obiettivi, organizzazione e nuovi strumenti. Prima dell’estate o dopo una riorganizzazione si chiedono corsi su gestione del team e comunicazione. Le scadenze degli avvisi dei fondi interprofessionali possono concentrare le richieste in alcune settimane.
Arrivare prima, non dopo
L’errore più comune è cercare lavoro quando l’agenda si svuota, cioè quando le imprese hanno già deciso. Il formatore che si fa trovare nei mesi di pianificazione ha più possibilità di entrare nei piani dell’anno.
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